Se solo le cose fossero andate diversamente

Ti sei mai sentito derubato del tuo presente a causa del tuo passato? Hai mai provato la frustrazione di vivere in modo ristretto per colpa di quanto accaduto anni addietro?

Il partner ti ha spezzato il cuore, un socio è scappato con tutti i soldi o un incidente ti ha creato delle limitazioni. Da quel momento la tua vita non è stata più la stessa e al solo ripensarci ti senti con le spalle al muro.

Gli eventi ti plasmano, i traumi ti cambiano e quanto accaduto in un tempo lontano si riverbera in ciò che sei nell’oggi, su questo concordiamo tutti, ma c’è una differenza profonda tra l’essere figlio del passato e il lasciare che il passato ti trasformi in una vittima senza possibilità di appello.

Quando guarda al passato, la mente chiama in causa la sfortuna e l’ingiustizia, solletica le emozioni più buie, grida «al ladro!», insiste che sei stato offeso, abbandonato, maltrattato e che il danno è permanente. Tutto quello che può fare è spingerti a rimuginare sulla più assurda delle illusioni: «Se solo le cose fossero andate diversamente, oggi starei meglio! Sarei più felice, sicuro, libero!».

I traumi, dice Alejandro Jodorowsky, sono detonatori per le malattie che esistono già dentro di noi. In altre parole, un trauma ha il potere di fermarti solo quando ti eri già fermato, in qualche modo, dentro di te. Diversamente andresti avanti, non permetteresti al trauma di diventare la tua nevrosi, la tua scusa per smettere di edificare la vita gloriosa a cui aspira la tua anima.

Anche se alcuni sentieri hanno la strada piena di pietre taglienti, e questo è davvero spaventevole, a volte ti danno la possibilità di accorgerti delle pietre taglienti che ti porti dentro. Se qualcosa là fuori ti ha ferito puoi continuare a biasimare quello che è accaduto oppure usarlo per guardare in faccia le tue ferite e scegliere di andare oltre.

In un certo senso è comodo sentirsi perseguitati da un tempo che non c’è più. Decidere che il passato abbia emesso una sentenza definitiva e ti abbia allontanato dall’unica strada possibile ti permette di non sentirti responsabile per il tuo stato presente, per le emozioni che provi nell’oggi, così puoi lamentarti per quello che ti è stato portato via senza mettere in discussione ciò che sei.

Non puoi sapere come sarebbero andate le cose, se il passato avesse ubbidito alle tue aspettative. La strada persa sembra sempre la migliore, ma solo se guardi indietro, solo se non hai il coraggio di prenderti per mano e condurti verso ciò che sei destinato a diventare.

Caro esploratore, come usi ciò che ti è accaduto? Che potere gli dai? Lo strumentalizzi per giustificare la tua attuale prigionia o per far emergere quella parte di te che aspira a diventare più grande?

Da mio libro AAA Cercasi Guru Disperatamente (Anima Edizioni)

Camilla Ripani
💫
Life Coach & Soul Mentor

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Se ti sforzi, la via non è quella giusta… Davvero?