Spiritualità. Cosa significa per me
La dimensione spirituale è sempre stata significativa per me. Fin da prima di imparare a leggere. Fin da prima che sapessi cosa fosse la spiritualità.
Da bambina avevo percezioni particolari. Vedevo anche quello che altri non vedevano. Sapevo che c'era molto di più rispetto alle apparenze. Tuttavia, le persone intorno a me cercavano di allontanarmi dal mio sentire: "La tua mente inventa", "Hai sognato e l'hai confuso per realtà", "Tu pensi di sentire qualcosa, ma non significa nulla".
La mia infanzia era già abbastanza terremotata e senza punti di riferimento. Sentirmi pure diversa sarebbe stato insostenibile. Così, ho cominciato a dare retta all'opinione degli altri e a credere loro, invece di seguire ciò che nel profondo mi era noto, cioè che c'è un universo di energie, di esseri, di possibilità... anche se l'occhio materiale non lo coglie. In qualche modo, mi frammentai dentro.
In realtà, non abbandonai mai completamente la dimensione spirituale – sarebbe stato impossibile ignorare la luce negli occhi di un neonato, la luce stessa delle stelle, o i piccoli e grandi miracoli che accadono lungo il cammino. Quindi, alla fine, rimasi comunque quella un po' strana e diversa.
Ma ritrassi la fiducia verso le mie sensazioni, verso la mia vista interiore. Cominciai a guardare fuori, invece che dentro.
E l'ho pagata, eccome se l'ho pagata. Tante strade sbagliate. Tanti anni con problemi di salute infiniti. Poi nel mezzo, crescendo, sono successe anche altre prove. Ne avrei da raccontare...
Però, a un certo punto, quel che conta è che decisi di recuperare attivamente il mio rapporto con la spiritualità. E da lì cominciò la guarigione.
Se un tempo la mia sfida era confrontarmi con le critiche scettiche degli altri in contrapposizione al mio sentire, oggi la sfida è molto più grande: è portare i valori della spiritualità nella vita quotidiana, tra le persone, nella famiglia, nel lavoro, nella politica, nell'economia. È una sfida collettiva, non più individuale... anche se il mondo, in qualche modo, parte sempre da te.
I tempi sono in fermento e gli attacchi da parte delle forze oscure si intensificano. Usano, come loro soldati, tutti coloro che sono disconnessi dalla propria anima, che inseguono il controllo, che hanno paura.
I valori della spiritualità per me sono proprio quelli dell'anima, dell'etica, dei rapporti umani. Non c'è bisogno di credere in un altrove per essere "spirituali". C'è bisogno "solo" di amare, di "esserci". Quando ti apri all'amore, tutto il resto ti viene rivelato di conseguenza.
Per quanto mi riguarda, so bene che non siamo un corpo fisico e basta, ma esseri di luce, connessi fra di loro e con il tutto. So anche che c'è un grande risveglio spirituale, che a volte può creare confusione o illusione, soprattutto in chi si appresta a fare i primi passi sul Sentiero del Ritorno, perché si ritrova a non sentire più come validi i punti di riferimento del mondo apparente, ma ancora non è in grado di percepire il progetto e la promessa del mondo dell'anima.
Ho tanti modi per coltivare la mia dimensione spirituale. Medito e prego insieme. Gesù Cristo è un grande Maestro e Lui ha sempre spazio nel mio cuore. Credo mi abbia protetto più volte di quanto io immagini.
Pratico anche Yoga, scrittura intuitiva, dialoghi con i Registri Akashici, connessione con la natura, integrazione emozionale (perché quando integri le tue emozioni, rilasci energia e fai spazio alle emozioni superiori). Spesso anche i sogni mi guidano e ispirano; a volte ne faccio di profetici, ma per piccole situazioni.
E soprattutto a ogni passo, nelle cose pratiche e concrete – in ufficio, a casa, nel traffico, con gli altri... – mi chiedo cosa vuole la mia anima da me e cerco di mettermi in ascolto.
Confesso che spesso non mi è facile ascoltare e accettare la risposta. La spiritualità raramente mi fa sentire "comoda". Sarebbe molto più comodo adattarmi al mondo apparente, farmi meno domande "strane", inseguire altri valori e piaceri.
L'anima ti catapulta fuori dalla zona di comfort, ti sfida a lasciar andare i punti di riferimento esterni, a guardare in faccia le tue ombre e le tue scuse, a domare le tue illusioni e il tuo carattere. Qualcosa di te deve morire, per fare spazio a qualcosa di più grande.
Ma alla fine ti senti più vero. Più sano. Più lucido. Più reale. E sai che indietro non puoi tornare.
Allora continui e vai avanti.
Camilla Ripani
💫 Life Coach & Soul Mentor
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