Smetti di “provare” ad agire, ma agisci per davvero!

(Articolo trascritto dalla mia diretta “Sono in crisi perché non ho risultati: devo cambiare strada?” – video a fine pagina)

In generale quando arriva una crisi è il segnale di qualcosa che va ascoltato e, se siamo furbi, ci chiediamo: cosa sta succedendo? C'è magari qualcosa che dobbiamo cambiare? La crisi vuole farci sentire scomodi per darci una svegliata, per scuoterci.

Non è lì per caso, non servirà a prendere degli ansiolitici per risolverla… e ovviamente parlo in linea di massima, quindi escludiamo casi psichiatrici, situazioni di particolare urgenza e così via.

Possiamo dire che una crisi o un disagio ricorrente arriva per rompere delle cose, delle strutture, delle credenze, dei modi di essere, delle scelte che magari al momento hanno perso il loro senso e questo in modo che noi possiamo fare spazio a qualcos'altro.

Purtroppo spesso manca la consapevolezza di questo ruolo della crisi e quindi si finisce col dare la colpa solo agli ostacoli esterni, ci si focalizza solo su quello che appare come appunto un ostacolo, un problema, un qualcosa che è esterno e che va abbattuto, perché ci sta creando delle difficoltà.

Non che gli ostacoli esterni non esistano, ma spesso rappresentano l'aspetto superficiale della crisi. L'aspetto più profondo, invece, è un cambiamento, un qualche cambiamento che ci sta chiamando.

Oggi voglio parlare di un tipo particolare di crisi e mi riferisco a quel senso di crisi che ti prende quando hai iniziato una strada, però vedi che non ci sono grandi risultati… e tutto sta diventando anche abbastanza pesante e difficile. Per esempio, un nuovo percorso di studi, un progetto personale ma anche una nuova direzione lavorativa.

Passano i mesi, passa un anno, magari anche due, e vedi che non stai “quagliando”, cioè non stai ricavando risultati. A un certo punto, l'entusiasmo che avevi provato all'inizio si trasforma in una crisi ricorrente, sempre più pesante, e cominci a chiederti: avrò sbagliato strada?

Da qualche parte, dentro di noi, spesso pensiamo che, se la strada fosse quella giusta, le cose a questo punto andrebbero diversamente, staremmo raccogliendo dei frutti.

La crisi particolare di cui sto parlando, ripeto, non è quella che arriva perché magari hai preso una direzione che non ti appartiene, perché sentivi di non avere alternative o semplicemente perché hai fatto come fanno tutti gli altri, e quindi arriva la crisi per farti accorgere che esiste una strada che ti appartiene e non è quella di tutti gli altri…

Parlo di quella crisi che incontri sulla strada che invece avevi preso per passione o comunque perché sentivi che era in allineamento con te, però, cosa succede? Non vedendo risultati, cominci a chiederti se la strada è sbagliata, visto che, appunto, come stavo dicendo prima, noi tendiamo a credere che ogni volta che arriva una crisi è perché abbiamo sbagliato direzione.

In realtà non sempre un senso di crisi arriva per dirti che hai sbagliato direzione e che devi cambiare via, non sempre la crisi vuole portarti altrove… anzi e non di rado, non di rado, la crisi arriva per scuoterti e farti notare che in realtà non sei entrato pienamente nella scelta che dici di aver fatto.

Mi riferisco a quando abbiamo preso questa nuova strada, però solo a parole; oppure abbiamo anche fatto diverse azioni, ma in realtà non abbiamo coinvolto tutto il nostro essere, tutte le parti di noi.

Quante persone riescono a fare mille cose, eppure alla fine è come se non avessero fatto nulla? Non è il fare di per sé, in quanto tale, che qualifica l'essere dentro un percorso, piuttosto è se ci stai dentro davvero, quindi con la testa, con l'anima, con le tue energie, con la tua presenza.

Quando vado a scavare nelle storie di chi ha intrapreso una nuova strada, perché si sentiva chiamato da essa, ma poi, dopo un po' comincia a metterla in dubbio, perché non vede risultati… quasi sempre, quello che trovo è che la persona non è entrata pienamente in quella direzione.

A volte questo è evidente e si capisce, perché non c'è un grande impegno, quindi manca il focus, manca la dedizione. Magari si fa qualche passo qui e là, ma nulla di consistente, quindi non ci si prende veramente la responsabilità di portare avanti quella strada, non siamo saltati veramente a bordo di quella nave, la nave non ha ancora veramente e pienamente lasciato il porto.

Altre volte, invece, questa situazione è meno evidente perché magari la persona fa tante tante cose e quindi, apparentemente, le ha provate tutte.

Per farmi capire meglio, riporto il caso di una professionista del mondo olistico, e chiamiamola Lucia. Lucia ha lasciato il precedente lavoro da dipendente per poi certificarsi in un ambito olistico, ha cominciato a fare dei video online, ha fatto anche delle serate di presentazione in presenza, ha organizzato degli incontri, poi ha fatto un po' di podcast, poi ha creato dei percorsi di gruppo, quindi davvero tante cose…

Tuttavia Lucia non si è mai concessa di andare a fondo di ogni passo e di darsi il tempo per far sedimentare le cose.

Appena propone un percorso, poi lo cambia. Comincia magari a pubblicare su un certo social, poi cambia social. Ha un'idea con cui proporsi al suo pubblico, ma dopo un po' cambia completamente rotta. Poi arriva il momento in cui si stanca molto, quindi ha dei periodi di “stacco totale”, diciamo così, poi ritorna di nuovo… in pratica, è evidente la mancanza di una direzione consistente.

Lucia non si era resa conto di come disperdeva la sua energia e come, con la scusa di fare e di iniziare mille cose, in realtà non si era mai veramente dedicata bene, in modo focalizzato e con presenza a nessuna di queste.

Lei era convinta di aver provato veramente di tutto… ma è paradossale come aver provato di tutto significava non averci mai provato veramente.

Come accennavo prima, non è il fare in quanto tale a testimoniare che stiamo facendo davvero, ma è se stiamo agendo in allineamento a una scelta, che è totale.

Agire in allineamento, agire in modo totale, quindi in allineamento con una scelta interiore, significa che quella scelta è presa con tutte le nostre parti interne: emozioni, pensieri, energie… e le azioni sono allineate di conseguenza.

C'è chiarezza, c'è focus, c'è pazienza.

Allora entriamo pienamente in una scelta. Allora davvero stiamo percorrendo quella strada che diciamo di aver scelto… e questo richiede tempo per sedimentare, per entrare in profondità.

Invece, quando sei dispersivo, quando non ci stai mettendo davvero tutto te stesso – e, ripeto, non è una questione tanto di fare, ma proprio di presenza, di allineamento energetico… e quindi di conseguenza non sei focalizzato, non sei perseverante –, la tua energia non è allineata. Allora puoi anche fare miliardi di cose, ma alla fine il raccolto è inconsistente.

C'è necessità di fare chiarezza nelle proprie paure, come anche nei propri desiderio… e soprattutto di restare allineati con quella che è la chiamata, la vocazione dell'anima: va bene scavare nei blocchi, ma fino a un certo punto… poi la soluzione arriva quando noi ci apriamo a energie superiori… e ovviamente tutto questo accompagnato da azioni coerenti: essere e fare insieme.

In questi casi il messaggio della crisi non è un invito a provare un'altra strada, non è un invito a cambiare direzione, ma semmai a cambiare il modo in cui stiamo avanzando su quella direzione. È un invito, un invito forte, a smettere di dividerci in mille direzioni – il che equivale a giocare in superficie – perché la strada che abbiamo davanti ha necessità che noi la prendiamo sul serio, che noi ci mettiamo in gioco.

È proprio un invito che dice: guarda, tu pensi di stare su quella strada e di non raccogliere i frutti, ma in realtà non ci sei ancora pienamente entrato con tutte le parti di te, su quella strada… per questo ti mando in crisi.

La crisi sta dicendo: smetti di provare ad agire, ma agisci per davvero.

Come si fa quindi ad agire per davvero? Lo abbiamo detto: tutte le parti di noi si impegnano nella stessa direzione, verso la stessa meta.

E dentro di noi lo sappiamo se da una parte stiamo facendo, ma dall'altra stiamo evitando gli sforzi; se da una parte proponiamo un percorso, però dall'altra magari non è neanche così autentico perché stiamo applicando la formula data da un business coach, che non risuona veramente con noi. In qualche modo non c'è allineamento.

Quindi agire per davvero, entrare per davvero in una direzione, significa che i nostri pensieri e le nostre emozioni sono allineati, significa che usiamo la volontà per fare i passi giusti, la perseveranza per portarli avanti e allo stesso tempo ci apriamo anche alla fiducia senza aspettativa… Quanto credo in quella strada? Quanto credo nella “me” che sta percorrendo quella strada?

Quindi questo elemento della fiducia senza aspettativa non è un credere forzato, è un credere perché tu riconosci la natura autentica della tua direzione e, proprio perché autentica, non hai dubbio, non dubiti… Chiamo questa fiducia senza aspettativa anche “fede”.

Pertanto non si tratta di controllare il processo ma, in qualche modo, di potenziarlo attraverso questa forza dirompente, che nasce quando da una parte hai l'azione perseverante e la disciplina, e dall'altra questa fede.

Questa disciplina, questo focus, questa energia che avanza con volontà da una parte, e dall'altra questa fiducia, questa apertura energetica… quando veramente applicate, vuol dire che, qualunque cosa accada, vado avanti, non gli do dei particolari significati, non comincio a dire “allora la strada non è giusta” o chissà cos'altro, ma io semplicemente vado avanti perché quella è la strada che mi appartiene.

Questi due elementi sono strumenti magici, divini, perché ci portano in maniera profonda dentro il nostro cammino, invece di provare solo a farlo…

Quando entriamo pienamente in un cammino, lì poi succedono cose interessanti, lì davvero avvengono cambiamenti potenti.

Non saremo mai immui alle crisi, ovviamente, però sarà una crisi di altro tipo.

Credo che ormai sia chiaro che dobbiamo abbandonare l'idea romantica della strada giusta associata alla mancanza di crisi… e se abbiamo una crisi allora pensiamo che la strada è sbagliata.

La strada a volte è “giusta”, ma la crisi arriva per dirci che ce l'abbiamo davanti e noi in realtà la stiamo svicolando oppure non l'abbiamo presa sul serio.

Se ci fermiamo un attimo e ci ascoltiamo, noi lo sappiamo se abbiamo questo allineamento delle nostre parti interne, se davvero abbiamo occupato tutto lo spazio di manovra e se davvero ci stiamo mettendo in gioco, quindi sia con la nostra parte del fare sia con la nostra parte dell'essere… o se, invece, abbiamo dei “vettori interni” che vanno chi in una direzione e chi in un'altra.

In quest'ultimo caso, non dobbiamo chiederci se la strada è sbagliata; piuttosto, come superare le resistenze che ci impediscono di entrare veramente con l'azione e con la fede dentro al processo.

In tutta questa dinamica infatti non possiamo ignorare le famose resistenze al cambiamento che si attivano ogni volta che c'è la possibilità di fare un passo in avanti. A volte le resistenze sembrano interiori, a volte esteriori… diciamo che è un po' la legge della vita: qualcosa si oppone al cambiamento in questa nostra realtà, qualcosa dentro di noi, e sta a noi riconoscere che sta accadendo questa opposizione, che c'è questa sfida in corso.

Il cambiamento è sempre pericoloso per la nostra personalità e per la nostra mente, quindi, di fronte alla possibilità di crescere, le crisi si risvegliano e, lo ripeto, non perché la strada sia sbagliata, ma proprio perché è una strada che – se intrapresa fino in fondo – potrebbe cambiare ogni cosa.

La crisi pertanto è un portavoce sia delle resistenze sia dell'anima.

Delle resistenze, perché, come ho appena spiegato, ci sono delle forze dentro e fuori di noi che si oppongono al cambiamento… e un modo per sabotare il processo è appunto creare delle amplificazioni, generare disagi, crisi di ogni tipo…

La crisi tuttavia è anche un portavoce dell'anima perché, quando te la racconti, quando non ti stai impegnando veramente o comunque nel modo corretto, l'anima arriva per scuoterti e farti accorgere che ci sono parti di te non ancora allineate con il progetto scelto.

Se la strada è giusta, ma stai ancora giocando in piccolo, se stai disperdendo le tue energie o magari stai autosabotando il tuo progetto, la tua anima non ti lascerà in pace e la crisi è assicurata.

Vi lascio con questo: interpretate bene le vostre crisi, non tutte ci chiedono di andare altrove. Alcune ci stanno chiedendo di andare dove abbiamo già scelto di dirigerci e di farlo allineando tutte le parti di noi, quindi di entrare totalmente in quella scelta.

Non credete alla paura, non date automaticamente dei significati quando le emozioni vi scuotono, non tradite i vostri sogni.

Camilla Ripani
💫
Life Coach & Soul Mentor

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